(IGP – Indicazione Geografi ca Protetta)
Tante varietà e una zona tipica che comprende tutte le vallate cuneesi, da quella del Po a quella del Tanaro. La castanicoltura nel cuneese è antichissima (XII sec.): la castagna era un elemento essenziale della dieta delle famiglie e uno dei pochi prodotti della montagna commercializzabili. Nel ‘700, in provincia di Mondovì il castagno copriva 36.800 ettari, e circa 11.500 in quella di Cuneo: insieme rappresentavano il 54% della superficie castanicola piemontese. Oltre al prodotto fresco, cucinato arrostendolo sul fuoco (caldarroste) o facendolo bollire, si può apprezzare la castagna bianca (sbucciata e secca, secondo tradizionale essiccazione a fuoco lento nei secou) e la farina. In autunno, ogni centro, grande o piccolo, intorno a Mondovì e nelle valli vicine, ha la propria sagra o festa della castagna: Montaldo Mondovì, Frabosa Sottana, Sangiacomo di Roburent, Garessio…
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